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Briciole d`averno
probabile l`abbiate veduta la laguna
tra i fianchi vergini della radura
commossa dall`energia che perdura
e fa suo un sol spicchio di luna
in quest`inverno che giammai s`avvicina
ed all`eco d`iddio piano si strofina.
è un cielo rotondo che frenetico gira
un angolo di mondo scosceso
un universo di colori che `l brusio stira
un grumo di sentimenti inatteso
un pendio che, indifeso, già sorride
che questo e l`altro tempo vide.
forse l`avrete notato quel petalo: giace,
sul dorso dell`acqua lorda, riposa.
in cerca d`una cura, ulula incapace
nelle prime notti, audace; poi posa
e l`indomani si ridesta in riva al lago
con un ricordo in tasca, con più spago.
lì, dove il tempo non è che polvere al vento
ed il presente si frantuma d`improvviso
oltre l`intonaco divino, emerge `l sorriso
di un`anima in transito, sporca di pigmento.
è lì, in quel bacino infinito, che fiata l`eterno
e l`anima si spoglia senza pentimento.
è lì, in quella conca d`incanto, che cala `l verno.
ed è quella meraviglia l`unico ed il solo averno
un gioco d`emozioni mai passeggere
che sbocciano e sopravvivono nell`ere.
cristallo; il cancelliere di dio,
la sposa di eaco.
