Numero 16

Anno VI - Mese 9° di Lot

~~~ La Genesi di Lot ~~~

CAPITOLO 9

[La Punizione : I VAMPIRI]

    Simeht venne condotto nuovamente nel centro della terra ed i sigilli con cui fu (2) rinchiuso furono la fusione di sei Angeli maggiori, ed altrettanti furono messi a guardia della porta della sua nuova prigionia e nere le loro ali per distinguerli per il fardello che dovevano sostenere. Ed egli, consapevole della sua sconfitta, (3) era furente di rabbia, e dalla sua rabbia generò (4) Magma, che smuove le interiora del mondo, attentando alla creature viventi.

    Themis (5) guardò Shierak e vedendolo deforme e incapace di provare sentimenti ne ebbe (6) compassione e lo lasciò andare, ed egli trovò rifugio su delle impervie montagne.

    Infine gli occhi della madre si posarono sulle (7) due dilette figlie ma essi erano di ghiaccio ed ella era risoluta. Themis (8) percosse Veddharta e Carestia la infilzò con la sua spada, Veddharta cadde sulle ginocchia e (9) Morte le fece bere il suo sangue, ma (10) lei non morì poiché era figlia di Themis e venne scacciata sulla terra; aveva assaggiato la Morte ma (11) era sopravvissuta; la Dea la punì maledicendola (12) con l'eterna sete e l'eterno pellegrinare.

    E Veddharta fu sola, e rifuggiva gli occhi delle razze perché (13) la maledizione che gravava su di lei era portentosa. La sua solitudine la spinse però a ricercare la compagnia di chi si nutriva ed ecco che uno dopo l'altro (14) donò il bacio oscuro a (15) cinque discepoli ed essi bevvero da lei, come lei aveva bevuto da loro ed (16) essi provarono la Morte, ma senza morire e furono chiamati VAMPIRI.

    (17) Non vivi, non morti, qualcosa di mai visto prima, (18) rifiutati dal cielo e eternamente erranti. (19) I cinque iniziarono a vagare, (20) il sole che era visione della Dea li indeboliva e iniziarono a vivere di notte e a nutrirsi degli Umani, poiché a loro erano simili, (21)ma essi vivevano a differenza dei figli di Veddharta.

    E (22) Veddharta, stanca per il peso di quell'anatema si assopì in un sonno profondo mentre i cinque (23) sparsero quel morbo nelle terre di Extremelot (24) creando ognuno la propria discendenza secondo la loro originale natura.

    E i loro nomi erano quelli di ragni, (25) poiché intrecciavano la loro tela in silenzio, signori del Tempo e degli animali immondi.

 

 

CAPITOLO 10

[La Punizione : LA LUPA BIANCA]

    (1) E la Dea volse lo sguardo su Ygharù e (2) la figlia cadde a terra implorando la Madre ed ammettendo la sua colpa con il pentimento; ma la (3) Dea sapeva che nulla avrebbe impedito alla natura malvagia della figlia di impadronirsi nuovamente di lei.

    (4) Mossa a compassione da quell'atto di dolore decise d'essere meno severa e fece in modo che la figlia , portata sulla terra, (5)divenisse una lupa.Ella manteneva parte della sua intelligenza e la sua natura divina le impediva di morire;si inoltrò (6) in una foresta nera, in cui si diceva vivessero antichi spiriti potentissimi che erano tutt'uno con la natura e la creazione.

    Qui (7) incontrò un branco di lupi e da essi imparò le regole del branco e conobbe (8) la natura e l'amò con tutta l'anima.Una (9) notte di primavera comparve un bellissimo lupo nero nella foresta sacra egli (10) era Mhaàr : incarnazione dello spirito dell'Esistenza e (11) le due anime soggiogate in quella forma, si amarono ancora ed ancora e (12) la lupa portò con se quel ricordo e il fardello della gravidanza.

    La (13) Madre la guardava dai cieli e vide che l'aveva salvata dal Male e sorrise,e le tre Lune con lei, ed in (14) una notte in cui tutte risplendevano mostrando in interamente il loro volto la figlia partorì.

    (15) Passarono 7 giorni e 7 notti e l'infante subì un mutamento: da lupo che era(16) assunse aspetto Umano e così fu per tutti gli anni avvenire; conobbe e rispettò il branco ma era solo, (17) nessuno era fatto come lui;allora (18) la lupa ululò disperata per il figlio verso le tre Lune che avevano sorriso alla sua nascita e le (19) Lune invocarono l'aiuto della Dea ed ella che percepì la solitudine di quell'essere (20) gli parlò: - Ascoltami – disse in una notte senza stelle rivolgendosi al nipote -- (21) Poiché mi sei caro, ti farò dono di una compagna e di creature congeniali alla tua natura –

    Ed egli ascoltava stupito e non aveva voce per rispondere mentre la Dea continuava:(22) - Ti chiamerai Vertonn e sappi che la Madre dei cieli è al tuo fianco. -

    (23) Ed Egli si diresse verso un lago, che la voce gli aveva indicato quella stessa notte e li (24) trovò una donna che era simile a lui in tutto e la foresta sacra si popolò di creature a loro congeniali, (25) la cui natura li faceva mutare in fiera ad ogni luna piena ed (26) essi furono chiamati MANNARI.

    Ed (27)ecco che la lupa bianca scomparve e Vertonn figlio di Semidei visse per millenni e (28) popolò con i suoi fratelli quelle terre di creature benedette dalla Dea.

[prossimo capitolo]

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