Numero 16

Anno VI - Mese 9° di Lot

~~~ La Genesi di Lot ~~~

CAPITOLO 7

(La Seconda guerra delle Razze e la nascita degli Hobbit)

    (1)E fu ancora odio sulla terra di Extremelot; le razze create da Simeht volevano il dominio su quelle create da Themis. Nuovamente (2) Umani, Elfi, Nani, e Gnomi dovettero unirsi per debellare quel morbo. I Goblin e gli Orchi attaccarono le montagne dei Nani e le foreste degli Gnomi.

    Themis vedeva dai cieli vasti incendi distruggere le sue creature e indebolire la Terra.(3)Prese del fango, lo modellò con l'aiuto degli Angeli ed in esso soffiò lo spirito della tranquillità e della temperanza, HOBBIT li chiamò.

    Allegri e vivaci coltivarono strenuamente distese di terreni per sostentare le legioni in guerra; e i Nani forgiavano armi e i primi maghi aiutavano i soldati. 

    (4) La guerra durò trenta mesi e le forze da ambo i lati erano ormai decimate; Goblin e Orchi attaccarono dunque le coltivazioni che sostentavano i figli di Themis, ma le nuove creature riuscirono a sconfiggere il male con la loro testardaggine.Il giorno dell'ultima battaglia il primo degli Angeli della Dea discese in nome della madre per confortare le razze, prese la spada dal fodero di (6) Arlesch il temerario, che era comandante Umano delle legioni razziali.

    E cominciò a combattere al loro fianco (7) e venne chiamato Nemesh, il vendicatore. (8) La Dea era con loro ed essi vinsero il male comune. La Notte della vittoria tutti festeggiavano secondo la loro natura ma (9) tutti invocavano il nome della Dea ed essa ne fu compiaciuta e (10) mostrò ancora il suo viso alle sue creature; (11) E la festa fu grande e durò 7 giorni e 7 notti. (12) Quando i festeggiamenti terminarono, la Dea si trovò a passeggiare con (13) Nemesh che le chiese d'esser trasformato in Umano.

    (14) La Dea pianse lacrime di tristezza che caddero su ranuncoli selvatici, ma sapeva che Nemesh serviva alle razze, come lui aveva necessità di vivere con loro. Impose (15) le mani celesti sulla fronte di Nemesh e mentre le tre Lune osservavano (16) polvere argentea discese dall'Angelo ormai spoglio della sua immortalità e (17) rinato nella carnalità vide con occhi Umani il mondo e la creazione e si commosse.

    Dai (18) ranuncoli intrisi della polvere angelica e delle lacrime celesti nacque per la prima volta (19) una creatura particolare : possedeva (20) ali come gli Angeli ma sembrava una farfalla e la Dea la guardò benevola (21) imponendole il nome di FATA. Essa (22) viveva in solitudine e parlava con piante ed animali; era unica nel suo genere e la Dea decise(23) di prendere lucciole dai cespugli e trasformarle (24) in quello che la creatura era.

    Le (25) Fate ebbero così un' aura rilucente attorno al loro corpo e si moltiplicarono Rivelandosi (26) alle altre razze. E la Dea baciò sulla fronte Nemesh e sulla (27) sua fronte comparve il (28) segno della falce di luna così che tutti sapessero che egli (29) era stato il favorito della grande Madre; (30) e dunque tornò nei cieli dalle due gemelle.

[prossimo capitolo]

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