Numero 16

Anno VI - Mese 9° di Lot

~~~ La Genesi di Lot ~~~

CAPITOLO 5

[La Prima guerra delle Razze]

    Ecco che Simeht guardò con rabbia gli Elfi, e sussurrò l'odio e la gelosia nella mente dell'Umano; (2) in quel tempo fu Mot, la città più potente di Extremelot, una città ricca, forte, piena di arte, e cultura, dove ormai l'Umano si era scordato della sua Creatrice. (3) Il suo Imperatore, venne a conoscenza di una nuova razza, che viveva pacifica nella Grande Foresta, e non aveva bisogno, né di oro, né di gioielli per poter essere felice.

    Preso dalla brama di potere su ogni creatura, portò il suo esercito nella Grande Foresta, (4) e le due razze si scontrarono ferocemente.Nonostante il numero sempre maggiore di Umani, gli Elfi, resistettero all'assedio,la Dea era dalla Loro parte e la vita li proteggeva. (5)

    Un giorno Elrhon,figlio dell'Imperatore, al termine di uno scontro cruento si trovò solo sul campo di battaglia. Osservò intorno a sé la distesa di corpi dilaniati dell’uno e dell’altro schieramento e pianse lasciando cadere a terra la spada insanguinata, (6) fu a quel punto che Themis gli si avvicinò invisibile e gli parlò - Elrhon! – Elrhon preso dallo spavento con il viso rigato dalle lacrime, (7) non reagì come un soldato, ma con timore rispose - Chi mi chiama?-- Sono la Madre di tutto ciò che conosci, metti fine alle sofferenze dei miei figli! -(8) - Come posso io, che sono nulla al confronto della brama di potere del mio genitore? – - Parlargli! Io sarò con te! -(9) In quel momento sentì un gemito, proveniva da sotto alcuni corpi straziati di soldati Elfi.

    Si avvicinò e scostatili vide seppellita sotto un'armatura, una bellissima Elfa arciera di nome Elea, la sollevò dolcemente e fuggì con lei. (10) Trovò rifugio lontano in una terra ancora disabitata, curò l'Elfa, e costruì una casa, ormai aveva cancellato dalla mente la guerra e le parole di Themis. (12) E i due si innamorarono. (13)

    E Simeht sogghignò soddisfatto alla propria abilità nell’usare l’Amore come diversivo.Venne il momento in cui gli echi della guerra arrivarono fino alle loro orecchie, (14) e sentirono Themis piangere e tra le lacrime chiamarli. Ed Elea disse ad Elrhon - Dobbiamo obbedire alla Dea! – (15) Si misero in viaggio e giunsero alle porte di Mot, subito le guardie riconobbero il figlio dell'Imperatore, e non si curarono dei tratti elfici di Elea, ella era protetta da Themis. (16)

    Il figlio fu condotto al cospetto del padre, ed il padre in lacrime lo abbracciò.- Elrhon, ti credevo morto, dobbiamo banchettare in onore del tuo ritorno per te e la tua compagna – (17) - Padre, se la guerra non terminerà tutta Extremelot sarà distrutta! - Il padre annuì e promise a Elrhon di discuterne con lui l’indomani. (18) Quella notte udì una voce nel sonno - Elrhon, prendi la tua compagna e scappa, tuo padre vuole versare il vostro sangue. -(19)

    L'imperatore mise una taglia sulla testa del figlio. Ma tutti i giovani della città, lo ammiravano da eroe e le generazioni stavano cambiando (20), egli si rifugiò con Elea presso alcuni amici e tutti scoprirono che gli Elfi non erano affatto pericolosi, ma, anzi erano belli come il resto del creato, (21) e Elea parlò loro di Themis, e di come l'uomo la deluse, e loro compresero. (22)L'imperatore venne a saperlo e perseguitò gli amici di Elrhon, li scovò e li uccisi. Quel giorno fu la strage dei figli, ma molti riuscirono a scappare, (23) Elrhon li radunò fuori delle mura della città, e disse a tutti di voltarsi e di coprire il volto. (24)

    Alzò le braccia verso il cielo, e Themis discese come tempesta e meteore ed i suoi Angeli con lei. Soli e Lune si oscurarono, (25) e quando finì, nulla era più di Mot. Era in quel luogo Zzah figlio di Ero, egli era un portatore d'acqua; fu curioso e guardò il volto di Themis e disse – Madre, hai distrutto insieme alle opere dei malvagi anche quelle dei giusti che nulla potevano verso il tiranno! - Ma l'ira della Dea verso gli Umani non era ancora placata del tutto (26) e Zzah rimase di pietra davanti alla Madre, ma non vi fu dolore sul suo volto, ed egli rimase per sempre un versatore d'acqua, poiché dalla sua immagine ferma nella roccia ebbe vita un fiume immune da ogni siccità. (27)

    Gli Umani rimasti vivi si radunarono ed elessero Elrhon Imperatore, ma egli non accettò, si fece chiamare Sacerdote e fu l'unico in grado di parlare con la Dea, per fareda tramite con gli Umani. (28)

    E da allora ogni generazione ebbe un Sacerdote che facesse da tramite con la Dea, fino ad oggi essi si riunirono intorno al Sacerdote come Cavalieri per difendere i più deboli nel nome della Dea e molte delle giovani più pure si riunirono nel Tempio per custodire e preservare la parola della Dea; ed altri iniziarono a percorrere le nove terre di Lot diffondendo la sua memoria, ed essi vennero chiamati Chierici e la Dea alle volte concedeva loro il beneficio di utilizzare la propria energia per sanare il dolore altrui, sia esso provocato dal ferro o dalla mente, e tramite loro ella richiamava in vita i figli donati alla Morte anzitempo o con l’inganno dall’odio di Simeht. (29)

    E la guerra finì ed Elrhon ed Elea si sposarono, e gli Umani e gli Elfi fecero un trattato solenne di fratellanza dove l'Umano fu servo della Terra e l'Elfo fu servo dell'Esistenza; (30) il trattato dura fino ad oggi, e Themis lo suggellò con il permesso di procreare fra loro. I figli di Elrhon ed Elea furono i primi del popolo dei MEZZELFI. (31) E a nessun’ altra razza venne concesso il permesso di generare razze ibride.

[prossimo capitolo]

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