Numero 16

Anno VI - Mese 9° di Lot

~~~ La Genesi di Lot ~~~

CAPITOLO 1

[Extremelot]

    (1) In principio era la Terra di Extremelot, il Caos primordiale, e tutte le creature ancestrali. (2) L'Io chiamato Themis giunse e vide il futuro, il luogo dove dimorare. (3) La guardò e fu la luce, (4) vi si appoggiò e fu il mare, si sdraiò e nacquero monti e vallate, (5) giocò con essa e nacquero i due Soli gemelli Sol e Pos e le tre Lune gemelle, Luri, Neft e Uri. 

    (6) L'Io chiamato Simeht, fu geloso, e cercò di sedurla. (7) Cantò appassionati versi e furono terremoti e maremoti. (8) Portò la mano sui celesti occhi e fu il buio; (9) la rincorse e sui due Soli e sulle tre Lune nacque in ognuno una coscienza. Vedendo che la Dea non concedeva nulla a quei tentativi, Simeht le fece dunque dono di due creature alate, del colore del sole, impastando dalla materia magica primordiale la loro forma. (10) Apophis il Malvagio e Harsgalt il Buono che uniti erano l'Equilibrio, e li chiamò Draghi.

    Ed ecco che alcuni detriti di materia magica caddero sulla terra e da essi nacque un essere in cui la magia albergava innata. La Dea sorrise e li riconobbe come sua emanazione. (11) Ben presto in Themis si insinuò il dubbio ed Ella lo esiliò dai cieli sulla terra. Egli la desiderò ancora di più, perché lo fece in modo terreno.

    Una notte egli urlava di dolore ed Ella si destò e scese nel mondo; Simeht aveva trovato riparo presso una caverna vicino a cui crescevano rovi dalle lunghe spine, si lanciava su di essi ed il sangue sgorgava copioso per flagellarsi roso dal desiderio.La Dea si pose tra lui e le spine per evitare che egli continuasse quello scempio e si ferì ella stessa al volto. Quella notte la Dea che aveva assunto forma mortale riposò su di un giaciglio a pochi passi da quello di Simeht. 

    (12) I due sognarono, ed il sogno fu il medesimo per entrambi, ed era la visione dell'equilibrio di forze cosmiche e dal sogno nacque la bellissima Veddharta: la Rilucente di Grazia. Il mattino accarezzò il volto dei due, che si destarono contemporaneamente, e dal loro primo respiro dopo la notte nacque Ygharù: la Fulgida di Splendore.

    Quella notte il sangue delle due divinità soggiogate alla natura mortale aveva generato una creatura, Shierak, che venne affidato alle cure del padre, mentre la madre portò con sé le due figlie, che erano identiche l'una all'altra. Le figlie predilette dalla Madre vissero a lungo nei cieli al suo fianco.

    Quando Themis vide Shierak suo figlio dopo lungo tempo, deformato nel corpo e nell'anima dagli empi insegnamenti di Simeht (13) comprese l'errore e pianse, consolata dalle gemelle Veddharta e Ygharù, a cui fu fatto divieto di scendere su Extremelot. (14) Quelle lacrime diedero origine ad eteree creature simili alla Dea e furono chiamate ANGELI; essi la consolarono con le loro dolcissime voci (15) ed Ella concesse loro il dono del tempo e della luce.

    Visto questo (16) Themis si adirò per la prima volta e furono cataclismi, Simeht (17) venne sprofondato nel nucleo di Extremelot (18) ove fu imprigionato per tutta l'eternità.

[prossimo capitolo]

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