Prefazione: Il
Clangore delle Armi.
L’articolo della suddetta sezione di questa pergamena, la cui stesura è stata affidata alla sottoscritta parlerà di un’arma che è stata importata qui nel Ducato dal lontano oriente: la Katana, l’arma dei Samurai. L’intervista è con il Vicario del Clan Azure, nonché comandante degli Indomiti di Marle, la casata Armata del Clan Azure. Egli fin da adolescente divenne apprendista nella bottega di un fabbro molto importante del regno di origine.
Intervista:
Domanda(Senara): Nascita di una katana e introduzione nel Ducato. itemi quando siete pronto, vi farò alcune domande, rispondete pensando che questo deve essere un articolo della pergamena e non una intera trattazione. Non tralasciate di dirmi le cose importanti ma non vi soffermate troppo sui particolari.
Risposta (Kalhiroi): Sull`arrivo al ducato non saprei di preciso a dire il vero, ma in molti paesi la katana è un arma assai diffusa ed utilizzata quindi è facile che un esploratore o un avventuriero sia arrivato con quest`arma per puro caso e si sia cominciato a produrla anche qui....purtroppo i segreti per la forgiatura delle katane solo pochi li conoscono....al ducato probabilmente solo i samurai, io e pochi altri.... la Katana è un arma unica nel suo genere benchè molti la credino una semplice lama lunga un guerriero ben addestrato al suo utilizzo può superare facilmente un normale combattente...e per guerriero ben addestrato non mi riferisco ai samurai del ducato, loro se la cavano bene con la zappa e l`arco...
Domanda: capisco, nel preciso potreste descrivermi come si forgia quest`arma particolare? se vi sono dei rituali, una tecnica che la differenzia, per esempio ho chiesto al mio fabbro e mi ha parlato di come il blocchetto di acciaio sia ripiegato 38 volte su se stesso per arrivare ad avere 15380 strati diversi, se non ricordo male...
Risposta: Si la forgiatura della lama è alquanto particolare i migliori fabbri impiegano un anno intero a forgiare le più belle e letali katane....la lama è un procedimento molto delicato, il metallo va riscaldato e raffreddato innumerevoli volte e si dice battuto quando la luna è piena per ottenere il benestare dei kami... come avete giustamente detto l`accaio viene ripiegato più volte, solitamente in alcune lame viene creata una lega secondaria che si va a fondere con l`acciao rendendo il metallo maggiormente resistente....più volte viene ripiegato il metallo più articolato risulterà il disegno lungo la lama...
Domanda: Chi sono i Kami? Quindi c`è un rituale spirituale oltre che una precisa tecnica di forgiatura.
Risposta: No no nessun rituale spirituale, solo credenza popolari....riguardo i Kami questa è una cosa che non so spiegarvi a fondo, sono una sorta di divinità/spiriti venerati dai samurai, su questo penso che il Daymo sia più adatto ad illustrarvi la cosa. Riguardo la tecnica di forgiatura si è unica, nessun altro tipo di lama subisce questo processo...inoltre ogni katana è unica, raramente un vero mastro fabbro produce due esemplari differenti. Spesso e volentieri lo Tsuba ,che per noi è conosciuto come guardia, ha forme differenti a seconda dell`epoca di forgiatura, esso raffigura il casato dei samurai a cui appartiene.
Domanda: E’ vero che la lama viene insozzata di argilla che raffreddando il metallo incandescente gli dona quelle particolari striature? E che tecnica si usa per renderla più resistente alle intemperie?
Risposta: Vero solo in parte...l`argilla veniva utilizzata in epoca passata ora non si adopera più, le striature sono dovute alle piegature del metallo, l`argilla rende la lama più resistente alla pioggia quindi arrugginiva più difficilmente ma in compenso il raffreddamento lento del metallo con l`argilla rendeva la lama più fragile oltre a dare alla lama nel tempo una colorazione marrone rossiccia, che porta giustamente a credere che siano lame di qualità inferiore. Per renderla più resistente alle intemperie semplicemente un accurata cura della lama, pulendola ogni giorno con strumenti appositi. Un combattente di katana considera la spada la propria vita quindi ne ha cura come se fosse il proprio corpo.
Domanda:avete detto prima che un combattente che sappia destreggiarsi bene con la katana e ne conosca a fondo le sue potenzialità, puo` superare di gran lunga un qualsiasi altro combattente, ho capito male o intendevate che il combattimento con la katana di certo è più complesso ma anche più letale dell`utilizzo di altre lame?
Risposta: Il combattimento con Katana è il più difficile che io conosca, solo pochi riescono a destreggiarsi con esso. La forma leggermente arcuata della lama e il fatto che abbia il filo solo da una parte richiedono un eleganza e una movenza uniche nel suo genere. Un Guerriero che sa ben usare quell`arma sarà superiore a qualsiasi altro combattente. Sono una serie di mosse particolari ed eleganti concepite per uccidere...
Domanda: E voi le conoscete? Sapreste insegnarle persino ad una principiante come la sottoscritta?
Risposta: Si io porto sempre due katane con me perchè mi destreggio in diversi stili di combattimento anche a due lame....ho già un apprendista a dire il vero alla quale sto insegnando ad usare la katana come me, non è uno stile adatto a tutti quindi no non potrei insegnarlo a tutti, solo a quelli che hanno la predisposizione per la cosa.
Domanda: Si dice che ogni arma ha un`anima, se voi doveste definire l`anima di una katana, che parole usereste?
Risposta: A dire il vero non saprei, le mie spade sono parti della mia anima quello si ed entrambe hanno un nome. Sono in sintonia con loro per combattere al meglio, ma non saprei come descrivere un legame che varia da persona a persona....per me è simbiosi.
Domanda: Quindi è un legame profondo ,come dice il mio fabbro, l`arma giusta devi sentirla come l`estensione del tuo braccio, una parte del tuo corpo. Ora voi aggiungete una parte della vostra anima.
Risposta: Si in sostanza è così, dividendo la propria anima con le katane si crea un legame profondo tale che le spade sembrano parlarti in combattimento spiegando come devi muoverti e come devi colpire....ovviamente ci vuole una certa concentrazione durante il combattimento...
Concludo questa intervista solo con la mia personale considerazione: se per combattere bene con le armi tradizionali devi saperle dominare, per combattere bene con una Katana, devi farti dominare , lasciare ch’essa penetri in te fin nella tua mente, nel tuo più piccolo pensiero, per lasciarti condurre in quella che diventerà una meravigliosa” danza di spade”.
Senara Mac Bree
§§§§§§§§§§§§§§§§§§
Scheda accademica sulla Katana:
 La katana è la spada lunga orientale.E’ proprio il significato di Katana in lingua orientale che si traduce con spada, in effetti il termine piuù giusto per indicare la katana dei nostri giorni ‘ Uchigatana. Questo tipo di spada pur permettendo efficacemente di stoccare, viene usata principalmente per colpire con dei fendenti, impugnata ad una o due mani. La nascita di questa spada dalla forma così particolare è dovuta al cambiamento radicale che ci fu nel periodo del grande saggio e combattente Muromachi, dalla nascita dell’ Uchigatana il modo di combattere cambio’ radicalmente. Se in precedenza, infatti, il guerriero era solito portare la spada con la lama rivolta verso il basso, in questo periodo la tendenza era di portarla con la lama rivolta verso l’alto, in modo da tagliare in due un nemico con un solo colpo (addirittura solo sfoderandola). Spesso la Katana viene affiancata da un’altra spada, più corta, detta Wakizashi , lunga circa 50 cannelle, usata per lo più per finire nemici disarmati o per commettere seppuku , a volte chiamato erroneamente Harakiri, termine più colloquiale). Insieme alla Katana formava quello che era chiamato Daisho , (letteralmente “grande e piccolo”):

La Katana era la parte lunga, il Wakizashi la parte corta.
Circa 300 anni dopo la spada subisce grosse rivoluzioni sia estetiche che di fabbricazione,ed ancora fino ai giorni nostri, in cui le spade con lunghezza superiore ai 60cannelle sono riservate ai soli Samurai, come segno sociale distintivo.
 La Katana veniva indossata con la parte concava della lama rivolta verso il basso, in modo da poterla sguainare velocemente con abili movimenti. L`arma era portata di solito dai membri della classe guerriera insieme al wakizashi, o spada corta. La combinazione delle due spade era chiamata daisho e va a sostituire la combinazione già usata in precedenza e composta da tachi e tanto. L’uso del Daisho(quindi di katana e wakizashi) rappresenta il potere o classe sociale e l`onore dei samurai, i guerrieri che obbedivano al daimyō (feudatario).
 La montatura della katana è costituita da elsa o guardia (tsuba), solitamente metallica, posta tra il manico e la lama per proteggere le mani, e fodero (saya). L’impugnatura in legno è ricoperta di pelle di razza (same), rivestita con una fettuccia di seta, cotone o pelle intrecciata (tsukaito); tra i vari intrecci dello tsukaito, trovano posto i menuki, due piccole decorazioni in metallo inserite tra gli avvolgimenti dello tsukaito, una da un lato e una dall’altro. Il modo con cui l’impugnatura è avvolta dallo tsukaito è definito tsukamaki. Il fodero è realizzato in legno di magnolia laccato. La tsuba, posta tra il manico e la lama per evitare le lesioni alle mani da scivolamenti sulla lama, è metallica, finemente intagliata, spesso un`opera d`arte.
La lama vera e propria invece si divide in codolo (nakago), corpo della lama e punta (kissaki). Il sugata è la forma che assume complessivamente la lama. Vista invece dal dorso al tagliente la lama si divide in:
• mune : il dorso della lama. Può essere distinto in vari tipi: hikushi (basso), takashi (alto), mitsu (a tre lati), hira o kaku (piatto), maru (arrotondato). • shinogi-ji : il primo dei due piani che formano la guancia della lama. Su di esso di possono trovare profonde incisioni longitudinali, solitamente sul primo terzo della lama, rappresentanti disegni (horimono) o caratteri sanscriti (bonji). Qui può essere presente anche un solco da entrambi i lati (hi) atto ad alleggerire ed bilanciare la lama. • shinogi : la linea di divisione tra i piani. Nella forma di lama denominata shinogi-zukuri, dopo il cambio di piano del kissaki determinato dalla linea di yokote, lo shinogi prende il nome di ko-shinogi. • ji: il secondo dei due piani che formano la guancia della lama. • hamon :la linea di tempra che caratterizza il katana ed ottenuta tramite tempra differenziata. • ha: la parte temprata ed affilata
Il particolare tipo di tempra “differenziata” tra dorso e filo produce una linea di colore leggermente diverso sul tagliente, detta hamon . La forma dello hamon costituisce un segno identificativo, per un occhio esperto, dell’epoca della lama e dell’autore costruttore (tōshō).
LA FORGIA E IL PROCESSO DI LAVORAZIONE:

La katana viene forgiata alternando strati di ferro acciaioso, con quantità variabile di carbone. L`alternanza di strati di acciaio dolce e acciaio duro le conferisce la massima resistenza e flessibilità. Si parte da un blocchetto di ferro (tamahagane) che viene riscaldato e lavorato mediante piegatura e martellatura. Le piegature successive producono un numero di strati molto elevato: poiché ad ogni piegatura il numero degli strati viene raddoppiato, con la prima piegatura da 2 strati se ne ottengono 4, con la seconda 8 e così via. Alla fine della lavorazione, dopo 15 ripiegature, si arriva a 32.768. Ulteriori ripiegature erano considerate inutili in quanto non miglioravano le caratteristiche finali.
Successivamente veniva definita la forma generale della lama: la lunghezza, la curvatura, la forma della punta (kissaki). Il filo veniva indurito mediante riscaldamento e successivo raffreddamento in acqua (tempra). La lama veniva poi sottoposta ad un lungo procedimento di lucidatura eseguito con pietre abrasive di grana sempre più fine. L`ultima finitura era eseguita manualmente con particolari barrette di acciaio. Tutto il procedimento veniva effettuato in modo da esaltare il più possibile le caratteristiche estetiche della lama.

Il procedimento costruttivo tradizionale viene ancor oggi tramandato di generazione in generazione, dal Mastro forgiatore all`Allievo forgiatore. La tecnica di forgiatura prevede generalmente le seguenti fasi: 1. preparazione dei materiali per la fusione: grande quantità di carbone, ciotola di pezzi di ferro sminuzzato e ciotola di minerale di ferro • fusione: in una fornace di piccole dimensioni, all`aperto o nella fucina • raccolta del pezzo d`acciaio di fusione in una ciotola apposita • trasformazione del pezzo di fusione in un blocco approssimativamente cubico d`acciaio 2. pulizia delle crepe e delle irregolarità: • il blocco cubico grezzo viene sottoposto a pulizia • viene forgiato e trasformato in un parallelepipedo, contenente ancora molte crepe e sporgenze irregolari • viene ulteriormente forgiato e sezionato a metà • questo processo viene ripetuto da quattro a otto volte, prima che il pezzo d`acciaio sia pulito e utilizzabile 3. forgiatura: • il parallelepipedo d`acciaio viene sottoposto a forgiatura, portandolo al calor rosso e battendolo, piegandolo e ribattendolo decine di volte, come spiegato sopra, fino ad ottenere una stratificazione dell`acciaio, chiamata (in Europa) damasco (perché i primi ad aver fatto spade di questo tipo sono stati gli arabi nel Medioevo). Questa stratificazione è necessaria per rendere la lama flessibile ma nel contempo molto dura, addirittura così dura da non intaccarsi nemmeno con fendenti di lama su corazza o su altra spada. L`estrema durezza permette inoltre di affilare un filo molto fine e quindi molto tagliente senza renderlo troppo fragile. 4. forgiatura finale: • per ottenere la forma finale della spada, si uniscono due pezzi d`acciaio damascati, formando un`anima interna, un filo e un dorso esterni 5. tempratura: • dopo che il dorso è stato parzialmente ricoperto d`argilla la lama viene portata al calor rosso, poi viene immersa in acqua tiepida circa a 37° Centigradi. Questa tempratura differenziata permette di ottenere un dorso più flessibile ed un filo più duro.
 6. molatura: • sgrezzatura o prima molatura • seguono almeno quattro gradi di pulitura usando mole sempre più fini, in Occidente a macchina e in Oriente a mano • affilatura finale
 7. A questo punto la lama é finita e si provvede ad immanicarla e a darle un fodero di legno di vari tipi e qualità. Anche qui é presente tutto un lavoro artigianale specialistico, del quale i punti più importanti sono: • il mekugi ana un piccolo foro nel corpo (nakago) della spada, nel quale si fissa un piccolo cono di legno, chiamato caviglia (mekugi) che fissa il corpo della spada al manico. • la fettuccia (tsuka-ito)con la quale si avvolge l`impugnatura, sia per fissare la caviglia, sia per avere una migliore presa che per l`assorbimento del sudore. Il codolo (nakago), cioè la parte terminale, veniva rifinito con colpi di lima disposti in varie forme a seconda delle scuole e delle epoche. Il particolare tipo di tempratura "differenziata", tra dorso e filo, produce una linea di colore leggermente diverso sul tagliente, detta Hamon La forma dell`Hamon costituisce un segno identificativo, per un occhio esperto, dell`epoca della lama e dell`autore Mastro fabbro. I primi forgiatori di spada giapponesi erano monaci buddhisti Tendai o monaci di montagna guerrieri chiamati Yamabushi. Avevano conoscenza vastissime per la loro epoca e il luogo in cui vivevano: erano alchimisti, poeti, letterati, invincibili combattenti e forgiatori di lama. Per loro la costruzione di una lama costituiva una vera e propria pratica ascetica. Erano talmente temuti che venivano considerati fantasmi e nessuno osava disturbarli.
RAFFIGURAZIONE DELLE PARTI DI UNA KATANA:

1 – Samegawa (o Same) – Rivestimento di pelle di razza del manico (tsuka) 2 – Posizione del menuki (nr. 10) 3 – Posizione del fuchi (nr.11) 4 – Posizione della tsuba 5 – Kurigata – Asola di corno o metallo(raramente di legno) sul lato esterno (omote; quello posteriore, verso il corpo di chi porta l’arma, si chiama “ura”) della guaina, in cui passa il sageo 6 – Saya (lato omote) – Fodero di legno 7 – Posizione del kashira (nr. 9) 8 – Sageo – Lungo nastro di seta per fissare l’arma alla cintura 9 – Kashira – Placca 10 – Menuki – Piccoli scudetti di metallo con figure in rilievo fissati sul samegawa sotto la nastratura di nastro di seta (tsukamaki) che fascia l’impugnatura di legno (di solito magnolia) 11- Fuchi – Anello di metallo lavorato tra impugnatura e coccia 12 -Tsuba – Coccia di metallo (acciaio, shakudo, ecc.) di forma arrotondata 13 – Kogatana – Coltellino fissato al lato posteriore (ura) della katana 14 -Kogai – Spillone fissato al lato esterno(omote) della katana 15 – Nagako jiri – Punta del codolo 16 – Hitoye – Dorso del codolo 17 – Mekugi-ana – Foro per rivetto di bambù(mekugi) 18 – Shinogi-ji – Parte lucida fra dorso e nervatura 19 – Mune – Dorso della lama 20 – Shinogi – Nervatura 21 – Mitsukado – Incontro di shinogi, ko-shinogi e yokote 22 – Ko-Shinogi – Parte della nervatura dopo lo yokote 23 – Kissaki – Punta 24 – Fukura – Tagliente della punta 25 – Yokote – Nervatura che separa il piatto dalla punta che si restringe 26 – Hamon – Linea di separazione tra metallo temprato e non temprato 27 – Jihada – Parte non temprata della lama 28 -Yakiba – Parte temprata della lama 29 – Jigane – Piatto della lama 30 – Habaki – Manicotto metallico di frizione lama-guaina 31 – Nakago – Codolo
CURA E CONSERVAZIONE DELLA KATANA
La cura e la conservazione della katana segue le stesse regole generali che si applicano nel rituale del tè o nella calligrafia o nel bonsai o nell`arte di disporre i fiori (Ikebana). Dopo aver smontato la lama dal Koshirae la si cosparge con una polvere ricavata dall`ultima pietra utilizzata per la politura (Uchigomori) tramite un tamponcino. Successivamente, usando della carta di riso piegata tra pollice ed indice, si rimuove la stessa con un movimento dal nakago al kissaki pinzando la lama con il mune verso la mano. Successivamente con un altro panno leggero (o sempre con carta di riso) imbevuto parzialmente di olio di garofano raffinato si passa di nuovo tutta la lama con lo stesso movimento utilizzato per rimuovere la polvere di uchigomori. La prima operazione rimuove tracce di ossidazione e grasso lasciato dalle dita durante il rinfodero, la seconda operazione invece serve per evitare ossidazioni successive. In montature utilizzate per l`esposizione si può notare un nodo caratteristico più o meno complesso attorno al kurikata fatto con il sageo.

Senara Mac Bree
|